Intervista a Francesco Testini e Marco Legato

Intervista doppia su #GuestPost. Oggi abbiamo con noi Francesco Testini e Marco Legato, autori di uno dei giochi più interessanti del 2017: Xi'an, ambientato nell'antica Cina.

[Ricardo] Ciao Francesco, ciao Marco, benvenuti alle interviste di Giocare in Scatola.

[Francesco]: Ciao, un saluto a tutti i lettori e grazie a voi per l'opportunità.
[Marco]: Un saluto a tutti gli amici di Giocare in Scatola!

[Ricardo] Immagino siate due gran patiti di cultura cinese: come mai questo particolare interesse? E' una passione che vi portate dietro da tanti anni o si è solo amplificata negli ultimi anni?

[Francesco] Ho iniziato a studiare culture orientali all'università nel 2006, mi ero appassionato al cinese in particolare e volevo capire come funzionasse. Il mio interesse da lì è cresciuto giorno dopo giorno: ho avuto la possibilità di studiare arte, storia antica e contemporanea, religione, letteratura e filologia cinese, oltre che lingua e cultura giapponese e coreana.
[Marco] Il patito della cultura cinese è Francesco. Io sono patito di pizza e birra… Comunque è giusto che tutto il mondo ludico sappia che Francesco durante le sessioni di playtest mi costringeva a mangiare centinaia di involtini primavera e a parlare con l’accento della Cina del Sud (che assomiglia un po' al bergamasco). Finalmente l’ho detto... ecco !

L'esercito di terracotta intavolato

Partita avanzata, l'impatto estetico è importante

[Ricardo] Grazie Marco per lo sfogo, apprezziamo che tu l'abbia condiviso con noi :)
Xi'an è appunto ambientato nell'ononima città cinese, resa celebre appunto per il famoso Esercito di Terracotta, considerato patrimonio dell'umanità secondo l'UNESCO. Hai per caso avuto l'idea di ambientare il tuo gioco dopo un viaggio proprio a Xi'an?

[Francesco] Ho viaggiato a Xi'an nel 2008 e ho avuto modo di vedere le famigerate statue da vicino, ma in realtà l'idea del gioco è arrivata solo qualche anno più tardi, precisamente nel 2013. Spulciando su internet avevo visto che nessun gioco aveva questa ambientazione e da lì ho cominciato a scrivere appunti e studiare. L'incontro con Marco due anni dopo è quello che ha dato inizio al vero progetto.
[Marco] L’idea di base del gioco e l’ambientazione sono di Francesco. Io ne sono venuto a conoscenza dopo un viaggio a Modena. E’ lì che ho incontrato Francesco per la prima volta. Se andate a Modena vi consiglio di visitare il famoso Esercito di Tigelle... buonissimo !

[Ricardo] Le principali meccaniche del gioco sono la scelta simultanea delle azioni, utilizzando le carte Lavoratore, l'assegnazione di punti tramite maggioranza delle statue dei guerrieri all'interno del mausoleo e la raccolta di set di carte equipaggiamento. Meccaniche abbastanza diverse tra di loro ma amalgamante egregiamente in un gioco che riesce a offrire spunti interessanti nonostante la durata media (circa 1 ora di gioco). E' stato difficile integrarle offrendo comunque una soluzione elegante e scorrevole?

[Francesco] Il fulcro del gioco, e tra l'altro la prima meccanica che abbiamo realizzato, è quella delle 4 carte. Era solida e ci piaceva molto. Lo spunto ci è arrivato dal gioco cinese del "pai-jiu", ma pesantemente rielaborato grazie ad una idea di Marco. Questa meccanica fa si che la scelta sia semplice, ma sempre sofferta e mai banale. Attorno a questo abbiamo man mano costruito il resto in modo che fosse familiare alla gran parte dei giocatori: set collection (che io amo molto) e maggioranze in particolare. Amalgamare il tutto è stato un processo lento e minuzioso, aiutato anche dai preziosi consigli di autori più esperti.
[Marco] Per settimane durante il giorno (e a volte anche la notte) scambiavo più messaggi con Francesco che con mia moglie. Dopo ogni playtest era un susseguirsi di idee e proposte su come modificare diversi aspetti del gioco. E’ stato un periodo di lungo e di intenso confronto ed il gioco nei mesi è cambiato radicalmente in molti aspetti. Ricordo bene una serata nella quale, dopo aver playtestato Xi’An, siamo rimasti molto delusi dall’esperienza di gioco ed abbiamo deciso di tornare di molti passi indietro per ricominciare lo sviluppo prendendo una strada diversa. Quando si crea un gioco bisogna essere sempre aperti al cambiamento.

[Ricardo] Una delle ragioni del successo del gioco sono state sicuramente le miniature dei guerrieri: nella scatola ne troviamo ben 36 divise in 5 colori. L'effetto visivo del gioco intavolato verso la fine partita, quando le statue piazzate sono molte, è sicuramente d'impatto, quasi invitante. Immaginiamo quindi che i costi di produzione non sono particolarmente bassi. L'editore (Pendragon Game Studio) ti ha subito assecondato o è stata dura trovare un compromesso tra i costi e qualità dei componenti?

[Francesco] Ringrazio infinitamente lo staff di Pendragon per aver dato vita a Xi'an e per la pazienza nel lavorare gomito a gomito fino all'ultimo momento. Si era capito sin da subito che le statue avrebbero avuto un peso importante sull'aspetto economico del gioco e soprattuto erano la parte più importante del gioco. Si sono valutate le diverse possibilità e alla fine credo che la scelta fatta sia un ottimo mix di bei materiali, fedeltà all'ambientazione e costi abbordabili.
[Marco] Pendragon Game Studio ha fatto un ottimo lavoro ! Le miniature dei guerrieri sono un’idea di Silvio Negri Clementi. Le ha pensate e volute lui nel gioco e l’effetto finale è molto bello ed accattivante.

Francesco (a destra) e Marco (a sinistra) con l'assegno milionario donatogli da Pendragon :P

Attualmente Francesco è attivo su Kickstarter con Tang Garden (creato insieme a Pierluca Zizzi). Come sta andando la campagna? Ci racconti brevemente quali sono le peculiarità del titolo?

[Francesco] La campagna sta avendo un ottimo successo. Si tratta di un gioco poetico, che trae spunto da una storia realmente accaduta (quella dell'imperatore Tang Xuanzong e della consorte imperiale Yang Guifei) e in cui emerge la qualità dei componenti. Si tratta di creare un giardino orientale con lo scopo di estasiare gli ospiti, facendo in modo che guardino il loro scenario preferito. La parte che più mi piace è il piazzamento di particolari tessere verticali con bordi "seamless", che si incastrano sui lati del tabellone creando un paesaggio continuo.

[Ricardo] Avendo vissuto da poco l'esperienza del primo gioco pubblicato, che consigli ti senti di dare agli autori ancora in erba che vorrebbero riuscire ad arrivare agli scaffali con almeno un titolo?

[Francesco] Non mi sento ancora dalla parte di chi può dare consigli agli altri. Sicuramente posso dire che bisogna avere tanta pazienza e perseveranza, e magari cercare consigli dagli autori più "anziani" e che sono veramente esperti. Io ho avuto questa fortuna.
[Marco] Cari game designer in erba... non mollate mai ! La determinazione è fondamentale. Poi servono: una buona idea, un buon compagno di viaggio, tanto tempo libero, un buon editore ed un pizzico di fattore C.

[Ricardo] Passiamo ora alle domande di rito. Quale è la vostra top 5 di giochi?

[Francesco] Faccio fatica a fare una classifica, i primi titoli che mi vengono in mente che non vorrei mai perdere sono: Castles of Burgundy, Kingsburg, Yspahan, Goa e tutti i giochi di Michael Schacht.
[Marco] Momento Maurizio Seymandi (Supertelegattone...miaooooo!): 1960 The Making of the President, Puerto Rico, Star Wars Rebellion, El Grande e 7 Wonders Duel.

[Ricardo] Quanto spesso capitate su Giocare in Scatola? Quali sono le vostre letture preferite?

[Francesco] Ci capito di tanto in tanto, mi piace leggere le recensioni delle novità e le interviste agli autori.
[Marco] Sinceramente ci butto un occhio (a volte di sfuggita) tutti i giorni. Mi piace curiosare tra i video tutorial perché non ho molto tempo libero per leggere i regolamenti.

[Ricardo] Ragazzi siete liberi! Grazie ancora per la disponibilità e buona fortuna a Francesco per la campagna di Tang Garden. Grazie anche a Pendragon per la copia promo che ci ha fornito.

[Marco] Grazie a voi ed un grosso in bocca al lupo a Tang Garden!

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L'autore

Ricardo
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