Intervista a Michael Schacht

Per questa intervista abbiamo come ospite Michael Schacht, autori di gioco da tavolo di un certo spessore. Ricordiamo tra le sue “opere” Coloretto, uno dei migliori filler di carte presenti nel panorama. Argomento principale della chiacchierata sarà il suo ultimo lavoro, Spirits of The Forest, edito in italia da Gate On Games.

[Ricardo] Ciao Michael, benvenuto su Giocare in Scatola.

[Michael] Ciao Ricardo, è un piacere essere qui.

[Ricardo] Spirits of the Forests è una reimplementazione di un tuo precedente gioco, Richelieu che non ha avuto la stessa fortuna del suo predecessore (nonostante io ne abbia una copia nella mia ludoteca). Come mai ti è venuta in mente l'idea di riproporre un gioco?

[Michael] Hai ragione, Richelieu non ha avuto un grande successo in termini di vendita nonostante fosse un gioco secondo me molto valido. L'editore originale ha preso alcune decisioni che non hanno aiutato molto il processo di vendita.
Due anni fa tGonrzalo della Thundergryph Games mi ha contattato per una possibile ristampa in quanto un suo amico gli parlò molto bene appunto di Richelieu. Era molto entusiasta del gioco e ha voluto a tutti i costi dargli una seconda occasione.

[Ricardo] Rispetto a Richelieu, Spirits of the Forests introduce la possibilità di giocare sia solitario che fino a 4 giocatori. Quanto è stato difficile modificare il flusso di gioco per introdurre appunto nuovi giocatori?

[Michael] Implementare la modalità a 3 e 4 giocatori non è stato molto complicato in quanto l'idea iniziale del gioco permetteva di giocare fino a 5. La prima edizione di Richelieu è stata successivamente adattata per due giocatori perchè era stata edita all'interno di una linea di giochi per due.
Ad essere onesti, avevo un po' paura della modalità in solitario in quanto non ho mai progettato un gioco con queste caratteristiche. Fortunatamente ce l'ho fatta e sono contento del risultato in quanto la modalità in solitario è particolarmente difficile da vincere e crea una bella tensione al tavolo.

Michael Schacht

[Ricardo] Il gioco si ispira, seppur in parte, ad un classico gioco cinese: il Mahjong. Ricordo infatti ai lettori che le tessere di Spirit of the Forests possono essere prelevate esattamente dai bordi, come il Mahjong. Sei un fan di questo gioco e di cultura orientale in genere?

[Michael] Mi piace il Mahjong e la cultura cinese ma non ho una forte passione per loro. Questa meccanica è stata introdotta per il semplice motivo che è particolarmente strategica, orientata alle mosse successive e perchè mi piaceva molto l'idea di bloccare la pesca di carte.

[Ricardo] Nel 2007 hai vinto uno Spiel des Jahres per Zooloretto. Come è stata questa esperienza? E' qualcosa che ha cambiato la tua vita come game-designer?

[Michael] Sapevamo di avere una possibilità di vincere il premio sin dall'inizio in quanto il gioco stava vendendo molto bene. Nonostante tutto la sorpresa è stata comunque grande. Personalmente avevo tanti giochi in lizza in quell'anno e fortunatamente uno di essi ce l'ha fatta! E' stato un grande momento difficile da dimenticare.
Nonostante questo, questo evento non ha modificato particolarmente la mia vita come autore di giochi, in quanto ero già affermato e avevo già molti contatti con gli editori.

Materiale promozionale del gioco

Spirits of the Forest - Collectors edition

[Ricardo] Dal sito BoardGameGeek, vedo che hai una carriera importante alle spalle, ben 25 pagine di giochi editi a tuo nome. Qual'è il tuo preferito? Come mai?

[Michael] Beh, dipende molto dai gusti personali. Durante le vacanze estive, oltre a Spirits of the Forest, ho giocato molto a Rat hot.
Parlando di meccaniche invece mi piace molto Mogul, semplice ma molto sfidante.
Tra Coloretto e Web of Powers faccio fatica a dirti quale è il mio preferito. Il secondo dovrebbe trovare spazio per una riedizione, ci spero molto.

[Ricardo] In Germania sappiamo tutti che il mondo dei giochi da tavolo è molto avanzato rispetto al resto d'Europa. Secondo te come mai questo hobby è particolarmente sviluppato rispetto agli altri paesi? Credi sia solo una predisposizione culturale o c'è anche altro?

[Michael] Credo che il merito sia tutto nei vecchi "sessantottini" che hanno permesso che il gioco si stabilisse come evento comunicativo e sociale in famiglia e tra gli amici: risalgono proprio a quegli anni le fondazioni delle principali associazioni e dei campionati.
Rispetto invece ai paesi mediterranei, come l'Italia, credo esista una forte differenza a livello culturale: da voi è molto diffusa la traduzione dei giochi di carte e per questa ragione i giochi da tavolo fanno fatica a ritagliarsi il proprio spazio. Ma tutto potrebbe cambiare...

[Ricardo] Passiamo ora alle domande di rito. Quale è la tua top 5 di giochi esclusi ovviamente i tuoi?

[Michael] Anche per questa domanda non ho una risposta precisa. Per i miei gusti personali apprezzo e gioco molto a Terraforming Mars. Quando voglio introdurre qualcuno al mio hobby invece intavolo Cockroach Poker e Crazy Words. Cartagena invece lo apprezzo per la sua duttilità in quanto si adatta a diversi tipi di giocatori. Infine, dal punto di vista del designer, apprezzo molto Dominion.

[Ricardo] Grazie Michael per il tuo tempo. Speriamo di rincontrarci in futuro, magari per festeggiare un altro Spiel des Jahres.

[Michael] Sarebbe davvero fantastico. Grazie per l'intervista e il vostro interessamento!

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