Intervista a Spartaco Albertarelli

Autore di vecchia data, Spartaco Albertarelli, è in procinto di pubblicare il suo ultimo gioco: VektoRace, titolo parecchio innovativo ma che, ahimè, non ho ancora avuto modo di testare sul campo ma che ho comunque studiato parecchio per offrire un'intervista il più possibile interessante.

Ciao Spartaco, benvenuto su Giocare in Scatola.

Ciao a voi e grazie per l'ospitalità!

Innanzitutto, quando VektoRace vedrà la luce? C'è già una data definitiva?

Stiamo lavorando alacremente per essere pronti a Essen/Lucca. Al momento siamo ai dettagli finali e salvo imprevisti dovremmo farcela.

Spartaco in modalità Wendake

Leggendo le varie recensioni che raccontano il gioco, mi è subito venuto in mente un giochino che si faceva a scuola qualche decennio fa di nascosto dalle professoresse. Era un giochino di corse ti muovevi in linea retta in base alla marcia di un numero di quadretti e si era obbligati a scalare per approcciare al meglio le curve. Lo conosci? Ti sei per caso ispirato ad esso?

Quel gioco mi faceva impazzire e la possibilità di trasformarlo in qualcosa di nuovo, di diverso e di ancora più strategico, ma senza perdere l'immediatezza dell'idea originale è qualcosa che ho sempre avuto in mente. Non ne ho mai fatto mistero, tutto è partito da lì. Altra grande fonte di ispirazione è stato anche il videogioco Micromachines, che credo di aver giocato per la prima volta su Amiga... Diciamo che VektoRace è la dolce vie di mezzo tra queste due idee meraviglise, con un una spruzzata di originalità per renderlo degno successore. Mi piacerebbe che un giorno qualcuno dicesse "avete in mente VektoRace? Ecco, sono partito da quello per realizzarne una versione nuova e originale"

La notorietà del gioco è stata raggiunta anche grazie ad un “tour promozionale” nelle varie città italiane, l'Oktagonal Tour. Da dove è arrivata questa idea, di successo e abbastanza innovativa per un gioco da tavolo?

L'Oktagonal Tour è nato un po' per caso. Portare un prototipo alle fiere è una cosa che un professionista fa quasi sempre. È un modo ottimo per fare dei playtest con gente esperta e ricavare feedback che altrimenti sarebbe difficile ottenere. Nel caso di VektoRace mi è capitato di poter sfruttare un'altra situazione del tutto unica nel suo genere: una mostra di due mesi e mezzo alla Triennale di Milano, intitolata "999 domande sull'abitare contemporaneo", alla quale ho partecipato trasferendo lì il mio studio di progettazione, con il risultato che per oltre due mesi abbiamo potuto fare prove quasi quotidiane con chi capitava. Un numero di test così incredibilmente superiore alla media ci ha consentito di arrivare a PLAY con un prototipo praticamente perfetto. Evidentemente questo livello di finitura si è sentito e quasi tutti coloro che hanno giocato non hanno trovato praticamente nulla da dire sulle regole (che pure abbiamo continuato e mettere a punto, partita dopo partita). Ne è scaturito un entusiasmo fuori dal comune, con la crescente richiesta di provare il gioco e un sacco di inviti per portarlo in ogni manifestazione possibile ed immaginabile. A quel punto con Davide ci siamo detti che sarebbe stato divertente e forse irripetibile andare in giro come una "band" a fare "spettacoli" in giro per l'Italia, per di più invitati come delle "rock star". A quel punto dare anche una sorta di "titolo" a questa allegra serie di giocose scampagnate è stato un attimo. Dopotutto siamo dei cialtroni, ma di un certo livello...

Oltre al suddetto tour, il gioco è stato accompagnato da una campagna di comunicazione social di spessore e anch'essa abbastanza innovativa per il settore. Spesso infatti condividi su Facebook dei particolari del gioco accompagnati da uno studio delle meccaniche e dinamiche ad essi legate. E' la prima volta che segui un approccio simile? Come ti sei trovato a dialogare con i followers?

Io uso abbastanza spesso facebook e, in misura minore, altri social media, per promuovere quello che faccio, ma non sempre hai a disposizione il materiale per dare continuità e spessore a quello che puoi scrivere. VektoRace, che pure si impara in meno di 10 minuti, è un gioco che offre mille spunti di riflessione sulle possibili strategie di gioco e sulle dinamiche in genere. Per svariati motivi, è un concept perfetto per parlare di game-design, perché amalgama molto bene tutte quelle caratteristiche che sono poi parte del "framework" meccanica-dinamica-estetica che viene spesso utilizzato a livello didattico. Aggiungici che Davide è un professionista della comunicazione e sta mettendo nel progetto tutta la sua capacità creativa (se ti è capitato di leggere il "fumetto" che ha realizzato a mia insaputa sai cosa intendo) e il gioco è letteralmente fatto. Dialogare con i follower è una cosa che mi diverte molto e abbiamo pure creato un gruppo per quelli più scatenati, che si intitola "I Vektoriani" (il nome lo ha suggerito una di loro). Nulla di ristretto, anzi chiunque è il benvenuto, ma giusto uno spazio dove raccontarcela tra di noi e creare una mini community all'interno della quale sono nate un sacco di idee che poi entreranno a far parte del progetto

I dettagli delle auto di VektoRace

VektoRace in tutto il suo splendore

VektoRace non prevede l'utilizzo di piste ma solamente di “boe” da aggirare prima di raggiungere il traguardo. Credi che in futuro potranno esserci delle espansioni per introdurre dei percorsi ben definiti, magari ispirati ai veri circuiti?

Questa è una domanda che ci fanno in molti. In realtà non saprei proprio cosa risponderti perché se da un lato può essere bello ricreare un circuito vero, dall'altro bisogna considerare che molti circuiti hanno un numero di curve troppo elevato e il rischio è sempre quello di cadere in tempi di gioco esagerati. Con 4-5 curve ben piazzate sul tavolo si creano circuiti spettacolari, anche se di fantasia, con la possibilità di fare diversi giri e dare così il massimo risalto alla strategia del pit-stop, che nel gioco è essenziale. Fare un circuito molto più lungo, con il rischio di limitare a un solo giro la gara, secondo me è meno divertente, ma c'è di buono che alla fine ciascuno può fare un po' come gli pare. La versatilità è forse la caratteristica migliore di VektoRace. Lo abbiamo giocato su tavoli lunghi e stretti, ma anche su tavolini da cocktail piccoli e rotondi, senza perdere nulla delle strategie. Imparare ogni volta a calcolare le traiettorie migliori è parte del divertimento, e spostare una curva anche solo di pochi centimetri può alterare completamente il modo di giocare. Però non escludiamo affatto di dare vita a qualche torneo, magari con circuiti prefissati. Vedremo, non siamo ancora sul mercato, quindi pensare adesso allo sviluppo generale del progetto è sicuramente prematuro (anche se molto divertente...)

Prendedo spunto dal tuo enorme curriculum di giochi pubblicati, quale è il tuo gioco che più ti rappresenta? Perchè?

Di tutti i giochi che ho realizzato fino a questo momento, credo che Coyote sia quello che mi rappresenta meglio, perché è sicuramente il più stupido di tutti. Però, come ogni game-designer che si rispetti il prossimo è sempre quello più atteso, quindi spero che VektoRace possa almeno salire sul podio, sul quale trova, ovviamente, anche Kaleidos.

VektoRace

Passiamo ora alle domande di rito.
Quale è la tua top 5 di giochi?

Io odio le classifiche, quindi non puoi farmi questa domanda sperando che ti dia un elenco di titoli. A chi mi chiede quale sia il mio gioco preferito, io rispondo sempre "dipende chi viene a casa mia questa sera". Per me non esistono i giochi, ma le persone che giocano. È per loro che invento giochi ed è con loro che amo giocare. Quando cambia la compagnia, magari cambia il gioco preferito. Ne ho giocati troppi di bellissimi, non potrei mai elencarne solo cinque, neppure se mi puntassi alla tempia una delle pistole di Cash 'N' Guns...

Navighi spesso su Giocare in Scatola? Hai dei blog/vlog che segui con più interesse?

Io navigo in continuazione e cerco di tenermi sempre informato su quello che viene scritto a proposito di giochi. Anche qui, dire chi preferisco significherebbe fare un torto ad altri. Giocare in scatola è una preziosissima fonte di informazioni e un eccellente aggregatore di notizie. Più di una volta ho scoperto cose che mi riguardavano direttamente proprio dando un'occhiata alla home page...

Ringraziamo ancora Spartaco per la disponibilità e gli auguriamo il massimo del successo per il suo VektoRace, speranzoso di riuscire a provarlo il prima possibile :)

Quando volete io vi aspetto, però devo avvisarvi che della mia macchina vedrete solo la targa...

L'utilizzo dei testi e delle immagini contenuti nei Guest Post sono soggetti a licenza Creative Common.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi. Il gestore del portale e l'autore del Guest Post non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.
Questo è un Guest Post.
Su Giocare in Scatola chiunque può scrivere il proprio articolo. Se sei interessato a pubblicare sul nostro portale una tua recensione, una tua esperienza o un punto di vista contatta la redazione.

L'autore

Ricardo

I numeri di Giocare in Scatola

  • 84 blog monitorati
  • 3245 schede gioco
  • 3677 video
  • 33825 post