Intervista a Stefania Niccolini e Marco Canetta

Dopo la parentesi francese, eccomi di ritorno nel Bel Paese con una bella intervista doppia. Ospiti di questa puntata Stefania Niccolini e Marco Canetta, autori del recente The Long Road, un filler solo all'apparenza e che si rivela un gioco molto più profondo rispetto a quello che la scatola lascia intendere.
Il gioco uscirà entro la fine del 2018 edito da Uplay edizioni che ringrazio per avermi dato la possibilità di averlo in anteprima per preparare al meglio questa intervista.

[Ricardo] Ciao Stefania, ciao Marco, benvenuti su Giocare in Scatola.

[Stefania] Ciao e grazie per l’ospitalità.
[Marco] Ciao a tutti!

[Ricardo] The Long Road è ambientato nel vecchio Far West, periodo storico molto particolare e molto teatrale, del quale si è raccontato parecchio. Da dove arriva l'idea di ambientare un gioco in questo contesto? Siete dei fan del genere Western?

[Marco] Da dove sia arrivata l’idea, onestamente non lo ricordo più.
[Stefania]: Non chiedetelo a me, che ho meno memoria di Marco. Sicuramente però, la prima stesura era nel Far West e lì il gioco è rimasto. Per dirla tutta, ad un certo punto c’è stata la tentazione di spostarsi di qualche decina di migliaia di chilometri e andare nel deserto, con i cammelli e i 40 ladroni di Alì Babà.
[Marco] Però avremmo dovuto inventare altri personaggi ancora... In ogni caso, il Far West ha sempre qualcosa di affascinante e caratteristico, sia nei personaggi che nei luoghi. Guarda caso, proprio quello che serviva nel nostro gioco.
[Stefania] Nel nostro prototipo poi ci eravamo sbizzarriti e potevamo giocare con Tex Willer, Clint Eastwood, John Wayne, Gary Cooper e Buffalo Bill... Vuoi mettere?!

Mauro e Stefania, la coppia italiana dei boardgame

[Ricardo] Nel gioco sono presenti parecchie meccaniche. Si parte da un draft iniziale per la creazione della prima mano di carte, si passa poi una gestione del mazzo che permette di decidere se scartare o meno carte, posticipandone quindi l'utilizzo e si arriva alla fase di vendita delle mandrie dove il bluff (più o meno esplicito) la fa da padrone. E' stato difficile amalgamare tutto questo in un gioco che comunque non raggiunge i 60 minuti di durata?

[Stefania] Non so quante versioni abbiamo provato e scartato prima di arrivare a quella finale. All’inizio, erano i luoghi e la direzione a farla da padrone. Poi, sono comparsi i primi sette personaggi.
[Marco] I "magnifici sette” potevano anche andare bene. Peccato che questi abbiano chiamato i rinforzi! Hanno fatto tutto loro. Per fortuna, indiani e cavalleria sono rimasti a guardare.
[Stefania] Preciso che in questo momento non ci sono espansioni in lavorazione e quindi quello di Marco non è uno spoiler.
[Marco] Però non sarebbe una cattiva idea!

[Ricardo] Se non erro, il processo di sviluppo del gioco è passato attraverso il canale IdeaG, una serie di convention dedicate agli autori di giochi che, esibendo il proprio prototipo, possono entrare in contatto diretto con giocatori e editori. Come avete vissuto questa esperienza? I giocatori che avete incontrato sono stati di aiuto e hanno fornito idee interessanti?

[Stefania] IdeaG per noi è praticamente un appuntamento fisso, salvo imprevisti dell’ultimo minuto. Anche perché, ormai, non troviamo più autori ed editori ma tanti amici. E a volte le chiacchiere prendono il sopravvento sui playtest.
[Marco] Comunque vada, torniamo a casa con problemi da risolvere ma anche con tante nuove idee che entrano nelle versioni successive. Le settimane che seguono a IdeaG sono spesso le più proficue.

[Ricardo] Come ho anticipato nell'introduzione all'intervista, abbiamo avuto difficoltà nel categorizzare The Long Road. La scatola di dimensioni medio-piccole e la durata limitata ci hanno fatto propendere per un filler, ma già durante la lettura del regolamento (di 14 pagine) e abbiamo avuto qualche dubbio sul suo spessore. Le prime partite hanno confermato che avevamo tra le mani un prodotto particolare. Se doveste inserirlo in una categoria, come lo etichettereste?

[Stefania] Per fortuna, nelle 14 pagine ci sono tante figure e la spaziatura fra le righe è ampia. Come ai bambini con i libri, anche a me piacciono poco i testi fitti fitti e l’assenza di figure.
[Marco] In realtà lasceremmo agli altri l’onere di etichettarlo. Anche perché la fantasia altrui porta a definizioni inattese e a volte molto simpatiche, come nel caso di Railroad Revolution, che era diventato un worker pool building. Per noi è solo una mezz’ora di divertimento e colpi bassi. Soprattutto quando giochiamo solo in 2.

Un curriculum di successo

Grande sfida a The Long Road

[Ricardo] Il gioco, nonostante presenti parecchi componenti (oltre a due mazzi di carte, abbiamo una serie di fustelle e parecchi segnalini di legno) verrà posizionato ad un prezzo parecchio interessante: si parla di circa 20-22 euro. Sono stati fatti sforzi speciali per riuscire ad uscire a un prezzo sotto la media?

[Stefania] Per l’esattezza, 22,95 euro. Ma poi ci sono promozioni in vista dell’uscita al Lucca Comics & Games che lo portano appena sotto ai 20 euro. In effetti, un vero affare!
[Marco] In realtà l’editore, uplay.it, non ci ha posto alcun vincolo nel materiale. Quindi, nel corso dello sviluppo, abbiamo potuto sbizzarrirci.
[Stefania] E non abbiamo dovuto cacciar via i “rinforzi” o limitare l’arsenale.
[Marco] Sono stati bravi i ragazzi di uplay.it a riuscire a contenere il prezzo senza dover rinunciare a qualità e quantità del materiale.

[Ricardo] La vostra coppia è una delle più durature del panorama dei giochi da tavolo. Se escludiamo promo ed espansioni questo dovrebbe essere il vostro sesto gioco realizzato insieme. Qual è il segreto di questa vostro duraturo rapporto?

[Stefania] Essendo sposati, il nostro rapporto è bene che duri ancora per molti anni :)
[Marco] Abbiamo la fortuna di condividere la stessa passione per il gioco da tavolo, divertendoci insieme. Questo ci porta sia a giocare che a creare insieme. In un certo senso, i giochi hanno contribuito a cementare ancor più il nostro legame.
[Stefania] A parte quando Marco, giocando, esagera con i colpi bassi...

[Ricardo] ZhanGuo contro RailRoad Revolution. Chi vince? Perchè?

[Marco] Questa domanda mi ricorda una vecchia trasmissione televisiva in cui si simulavano scontri improbabili fra squalo e coccodrillo o gorilla e tigre. Potrebbe l’imperatore con il suo esercito fermare un treno o tagliare la linea del telegrafo?
[Stefania] Allora facciamo un’espansione con i treni per ZhanGuo. E in Railroad Revolution mettiamo gli shares dell’imperatore che i giocatori possono comprare solo con il lavoratore cinese.
[Marco] Scherzi a parte, ogni gioco per noi è anche un insieme di ricordi, di esperienze e di amicizie. Ecome tali sono unici e importanti allo stesso modo.

[Ricardo] Anche per voi le classiche domande di rito “rilassanti”.
Quale è la vostra top 5 di giochi, ovviamente escludendo i vostri?

[Marco] Avendo gusti completamente diversi, piuttosto che litigare sui giochi da inserir nella lista, che oltretutto sarebbero anche dispari, optiamo per una doppia lista. Preciso che l’ordine è rigorosamente casuale, in quanto se dovessi rispondere a questa domanda anche solo fra una settimana, molto probabilmente ti direi qualcosa di diverso. Concordia, Puerto Rico, Android Netrunner, Galaxy Tracker e Vasco da Gama.
[Stefania] Vale lo stesso discorso per me, anche perché ogni tanto cercando sullo scaffale, riscopro titoli che non ricordavo neanche più di avere. Kingdomino, Patchwork, Signorie, Bruges e Augustus.

[Ricardo] Come vi tenete aggiornati sul mondo dei giochi da tavolo? Capitate spesso su Giocare in Scatola?

[Marco] Siamo abbonati a diverse riviste di informazioni ludica. In più non mancano mai capatine sui diversi blog e siti che trattano di giochi, e ovviamente tra questi ci siete anche voi.
[Stefania] Il passaggio successivo è poi quello di portare i giochi che ci incuriosiscono sul nostro tavolo.

[Ricardo] Ragazzi potete rompere le righe! Grazie per il tempo e alla prossima!

[Marco] Frazie a voi!
[Stefania] E speriamo che sia presto una prossima occasione per un’altra chiacchierata.

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