Intervista ad Andrea Chiarvesio

Colpaccio quest'oggi su Giocare in Scatola. Abbiamo con noi un mostro sacro dei giochi da tavolo in Italia. Ladies and Gentlemen please welcome Andrea Chiarvesio! Applausi e urla, mi raccomando.

Ciao Andrea, benvenuto e grazie per la disponibilità.

Grazie a voi! “Mostro sacro”, addirittura! Non me l’aveva detto nessuno finora (e non mi ci sento)!!

L'anno scorso è uscito Warstones, una delle tue ultime fatiche di cui sei co-autore con Maurizio Favoni. Il gioco offre meccaniche un po' particolari: mischia alcuni elementi da wargame classico, come la preparazione dell'esercito partendo da un “budget” di punti disponibili, con un aspetto più “manuale” nel lancio delle fiches, che rappresentano appunto le unità. Da dove deriva l'idea di introdurre la destrezza dei giocatori al tavolo come elemento di gioco?

L’idea è nata appunto durante una conversazione semi-casuale con il mio amico e co-autore Maurizio. Avevamo lavorato a un prototipo di un gioco di carte a fazioni, una via di mezzo tra l’ormai “classico” Summoner Wars e il recentemente pubblicato (e che all’epoca non conoscevamo) Crystal Clans del bravo Andrea Mezzotero, se vuoi con più di una spruzzata di Imperial Settlers. Eravamo alla ricerca di una strada alternativa per il titolo, e precedentemente nella conversazione si era parlato di giochi amati durante l’infanzia, come il Subbuteo… a un certo punto mi si è accesa l’illuminazione e gli ho detto “ma se le truppe anziché carte fossero pedine da schiccherare sul campo di battaglia?” e da lì ha preso vita Warstones (o almeno è iniziato il lungo lavoro che ha portato alla pubblicazione.

Al momento dell'intervista sono state pubblicate anche due espansioni per Warstones, Eldur e Muuk che aggiungo entrambe una nuova tipologia di esercito. C'è qualche novità per il futuro che puoi anticiparci?

Il bello delle meccaniche di Warstones, parlandone da autore/sviluppatore, è la grandissima varietà di effetti e abilità che si possono inserire nel gioco… ci sono già pronti non solo altri due eserciti finora inediti ma anche un buon numero di truppe addizionali e ulteriori unità mercenarie che possono essere schierate in tutti gli eserciti… se la comunità dei giocatori continuerà a sostenere il gioco sono certo che non avranno di che annoiarsi…

Andrea Chiarvesio

Il gioco è stato edito da Red Glove, attraverso una formula innovativa di finanziamento: GameBooster. Come ti sei trovato con questa formula? La consiglieresti?

E’ stato un’onore, oltre che decisamente interessante, aver “inaugurato” la formula del GameBooster. Personalmente l’ho trovata un’idea davvero brillante da parte di Federico e Simona di Red Glove: un crowdfunding che non solo non escludesse i negozi fisici dall’operazione ma addirittura che li renda il fulcro della stessa. Considerato che si trattava di un esperimento e visti i numeri del mercato italiano i risultati finali sono stati certamente più che soddisfacenti, nonostante le variabili impreviste abbiano poi causato un’uscita del gioco un po’ ritardata rispetto alle date tradizionali.

Durante la tua ormai più che decennale carriera hai sperimentato diverse meccaniche, dalla gestione risorse e piazzamento dadi di Kingsburg, al bag-building di Hyperborea passando dalla cooperazione totale e a squadre di Richard I e Drizzit. Stai ancora cercando il tuo vero “spazio” o semplicemente ti piace variare e innovare?

Un esempio che faccio spesso è che se anziché al game design mi fossi dedicato all’atletica leggera, probabilmente sarei diventato un decatleta. In effetti mi annoierei moltissimo a lavorare sempre allo stesso genere di gioco (anche se i giocatori più attenti non mancheranno di riscontrare alcuni elementi ricorrenti nei miei giochi come ad esempio “un bravo giocatore deve essere in grado di reagire all’imprevisto e a calcolare bene il rischio delle sue mosse”), anche se specializzarsi in un genere ben definito o addirittura in una singola meccanica rende molto più facile avere successo come designer e crearsi un pubblico fedele di ‘fans’. Credo che alcune delle mie uscite future vi spiazzeranno ancora di più… ;-)

Dettaglio del prototipo finale di Warstones

Cosa ci dovremo aspettare dal tuo futuro? Hai già qualche prototipo in fase di playtest? Vuoi anticiparci qualcosa?

Come non in molti sanno, da qualche mese sono stato assunto come Senior Game Designer per la CMON (Cool Minis or Not, che credo non abbia bisogno di presentazioni) quindi… finalmente posso dedicare al game design e allo sviluppo quasi tutta la mia giornata lavorativa e non solo dei ritagli di tempo. Per questa ragione ho più di un prototipo in sviluppo (putroppo non posso davvero dire niente a riguardo), e anche grazie alla direzione e alla collaborazione di un vero fuoriclasse del game design come Eric Lang sono molto ottimista sui miei prossimi titoli…

Ottimo, sfrutteremo il fatto che conosci personalmente Eric, per proporgli un'intervista :)

Ci posso provare!

Data la tua esperienza di designer di giochi da tavolo mi permetto di carpire qualche segreto. Ma nasce prima l'uovo o la gallina? Ovvero pensi prima alle meccaniche e poi cerchi un'ambientazione che le possa concretizzare o, al contrario, prima definisci una tematica e cerchi poi di astrarla in un gioco da tavolo?

Ah, se avessi un euro per ogni volta che mi hanno fatto questa domanda :) ! La risposta è che… non c’è una risposta. Almeno per me (l’esempio di Warstones sopra è abbastanza tipico di come mi vengano le idee e del perché spesso mi ritrovi ad avere un co-autore), le idee per un gioco nascono da un calderone che include meccaniche con cui vorrei sperimentare, ambientazioni che mi piacciono, spunti casuali di conversazione con gli amici, voglia di cimentarmi con un genere che non ho ancora trattato, ecc… magari hai una meccanica in mente, ma non diventa nulla fino a quando casualmente non ti imbatti nell’ambientazione più adatta, o viceversa vorresti da sempre fare un gioco su un determinato argomento ma non lo fai fino a quando non ti viene in mente una meccanica che possa servire allo scopo.

Domande di rito anche per te.
Escludendo ovviamente i tuoi giochi, quale è la tua top 5?

Risposta complicata perché varia tantissimo nel tempo… proviamoci (sono un giocatore decisamente onnivoro ma alla fine forse i giochi che preferisco sono quelli che coniugano al meglio meccaniche e ambientazione): Twilight Struggle, Wallenstein, Pandemic Legacy, Here I Stand. Il quinto posto di solito è occupato da qualche bel gestionale più German… al momento forse Lorenzo il Magnifico ma tenete d’occhio Newton ;-)

Navighi spesso su Giocare in Scatola? Quali sono i blog che preferisci leggere?

Assolutamente si! Passo più tempo a leggere di giochi di quello che dovrei e vorrei! Leggo un po’ tutti i blog ma nessuno con regolarità, fatta eccezione per quello di Dado Critico. Non tanto perché siamo concittadini e qualche volta è capitato di sederci allo stesso tavolo da gioco, ma perché scrive davvero bene e non prende i giochi troppo sul serio (esempio da seguire, secondo me), anzi spesso li usa come mero pretesto per raccontare una bella storia!

Siamo alla fine! Con la speranza di sederci in futuro allo stesso tavolo, ti ringrazio ancora per la disponibilità e il tempo.
Buona fortuna per la tua carriera.

Grazie, in bocca al lupo anche a voi

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L'autore

Ricardo
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