L’articolo affronta il dibattito ciclico sull’onestà intellettuale dei content creator nel settore dei giochi da tavolo. Distinguendo tra professionisti (che investono risorse e competenze) e “minors” (hobbisti mossi dalla passione), l’autore smonta il mito della “marchetta” sistematica: per un professionista, mentire al pubblico è un suicidio economico che distrugge il personal branding.